Donne forti


Le donne di Terragnolo, in particolare quelle delle frazioni Scottini, Dieneri e Potrich, partivano il mattino presto con le loro “zerle” (bilanceri) che nella parte anteriore recavano il “raminel” pieno di latte fresco e posteriormente una fascina di legna. Scendevano verso Rovereto, vestite di scuro e con le scarpe di pezza, molto spesso in fila indiana, con i lumini ad olio per illuminare il sentiero; quindi entravano in città attraverso le due Valbuse per giungere infine alla “piazzetta delle scotinère” in via Rialto dove  se non lo avevano già fatto al Dosso del castello  si cambiavano le scarpe di pezza e ne calzavano altre più consone all'atmosfera cittadina. La piazzetta si trasformava ogni mattina in una sorta di piccolo mercato, punto di intersezione tra valle e città. In tarda mattinata, dopo aver servito i clienti occasionali di passaggio e quelli abituali delle “poste” fisse, ripartivano sempre a piedi verso Terragnolo, quasi mai senza aver fatto prima una sosta all'osteria Stedile in Valbusa piccola, oppure alla trattoria Dorighelli in via Orefici, per sfamarsi con un buon piatto di trippe. Arrivate a Terragnolo, il lavoro continuava in cucina, magari a preparar la polenta da portare ai famigliari sul monte Finonchio, durante la stagione della fienagione, oppure nei terrazzamenti di campagna a zappare e coltivar la terra.

torna  indietro